sabato 29 aprile 2017

Colori e magia della cucina giapponese.



Se per gli occidentali la cucina è, prima di tutto, rivolta all'appagamento del gusto, per i giapponesi la vista è il primo senso che entra in gioco a tavola. Ciò che viene pensato per essere gustato, viene pensato per essere gustato prima dagli occhi. Il piatto è una piccola opera d'arte che deve soddisfare regole precise di armonia e grazia, accostamenti di colori che non siano stridenti e di forme che siano complementari ed equilibrate. L'occhio poco esperto dell'occidentale non lo nota, ma quando in un ristorante giapponese vengono servite delle pietanze, se provi a fare attenzione a come sono disposte: le geometrie dei cibi e dei piatti; la regolare e attentissima disposizione di ogni singolo pezzo di sushi; lo studio del colore di ciò che viene mangiato, nella ciotola dove viene servito.





La Cucina Giapponese è, prima di tutto, creata per essere vista; poi, per essere assaggiata. In piccole parti, poiché in questo gioco delle forme e dei tagli un ruolo fondamentale lo ricoprono le cosiddette "bacchette", hashi. Se il commensale non ha a sua disposizione un coltello, sarà il cuoco a risolvere il problema, tagliando il cibo nel modo più opportuno.

Il sushi prevede l'utilizzo, imprescindibile, del sumeshi, il riso all'aceto (tanto che probabilmente ne deriva anche il nome). Il sashimi consiste invece in sottili fettine di pesce o crostacei, crudi. E nient'altro. La difficoltà di questo piatto consiste nell'abilità del taglio: non ci si improvvisa artisti del sashimi da un giorno all'altro, occorre una preparazione lunga e complessa. Oltretutto, trattandosi di pesce crudo, deve essere della migliore qualità, freschissimo. All'arte del taglio si affianca quella della disposizione nel piatto: torna il discorso sul senso della bellezza nella cucina giapponese. Il sashimi non è mai adagiato a caso nel piatto che lo contiene.




I noodle giapponesi sono di diverso tipo: i più noti prendono il nome di ramen. Si tratta di pasta di farina e uova, sottile, utilizzata nelle zuppe o con altri ingredienti. I soba sono realizzati con farina di grano e di grano saraceno, mentre gli udon, i più spessi, con farina e acqua. Tempura è un nome di origine portoghese: i giapponesi infatti appresero questo metodo di cottura dai mercanti sbarcati nell'arcipelago nel 1500. Si tratta di una pastella di acqua e farina in cui si immergono verdure, ma anche pesci, crostacei e molluschi, per poi friggerli, mantenendoli leggeri e croccanti.

Le salse più note sono quella di soia, in giapponese shoyu, che si distingue in due varietà, più chiara e più scura, e la sukiyaki, che ha lo stesso nome del piatto di carne che serve a condire, uno dei più amati dai giapponesi. Il miso è ottenuto dalla soia e serve per le zuppe, la marinatura e il condimento di piatti; ne esistono tantissime varietà, raggruppabili in tre categorie principali, in base al colore.


La pietanza più nota del Giappone è senz'altro il sushi, che unisce i due cardini dell'alimentazione dell'arcipelago, riso e pesce. Il riso utilizzato, la varieta japanica a chicco corto, è preparato con aceto, e prende il nome di sumeshi. Al riso vengono aggiunti filetti di pesce crudo, o gamberi, o uova di pesce. A seconda della forma e della preparazione il sushi ha nomi diversi. I blocchetti avvolti in alga nori, col pesce in genere al centro, si chiamano norisushi, mentre quelli modellati a mano, col pesce semplicemente appoggiato sopra il riso, hanno il nome di nigirisushi. Il sushi viene spesso consumato con wasabi, una pasta molto piccante, e shoyu, salsa di soia. Il sashimi è conosciuto al pari del sushi, anche se spesso le due specialità vengono confuse.

Il sushi prevede l'utilizzo, imprescindibile, del sumeshi, il riso all'aceto (tanto che probabilmente ne deriva anche il nome). Il sashimi consiste invece in sottili fettine di pesce o crostacei, crudi. E nient'altro. La difficoltà di questo piatto consiste nell'abilità del taglio: non ci si improvvisa artisti del sashimi da un giorno all'altro, occorre una preparazione lunga e complessa. Oltretutto, trattandosi di pesce crudo, deve essere della migliore qualità, freschissimo. All'arte del taglio si affianca quella della disposizione nel piatto: torna il discorso sul senso della bellezza nella cucina giapponese. Il sashimi non è mai adagiato a caso nel piatto che lo contiene.

I noodle giapponesi sono di diverso tipo: i più noti prendono il nome di ramen. Si tratta di pasta di farina e uova, sottile, utilizzata nelle zuppe o con altri ingredienti. I soba sono realizzati con farina di grano e di grano saraceno, mentre gli udon, i più spessi, con farina e acqua. Tempura è un nome di origine portoghese: i giapponesi infatti appresero questo metodo di cottura dai mercanti sbarcati nell'arcipelago nel 1500. Si tratta di una pastella di acqua e farina in cui si immergono verdure, ma anche pesci, crostacei e molluschi, per poi friggerli, mantenendoli leggeri e croccanti.



Le salse più note sono quella di soia, in giapponese shoyu, che si distingue in due varietà, più chiara e più scura, e la sukiyaki, che ha lo stesso nome del piatto di carne che serve a condire, uno dei più amati dai giapponesi. Il miso è ottenuto dalla soia e serve per le zuppe, la marinatura e il condimento di piatti; ne esistono tantissime varietà, raggruppabili in tre categorie principali, in base al colore.

Il segreto, o per meglio dire, il fascino della cucina giapponese, consiste nell'unione dei sapori con una rigorosa arte estetica fatta di colori, forme e tecniche di taglio estremamente complesse. Secondo la filosofia gastronomica giapponese, il cibo deve innanzitutto avere un aspetto gradevole, possibilmente conservando e rispettando la natura dei suoi originali sapori. Questo, ovviamente, non significa che la cucina giapponese sia povera di gusto, al contrario, anche le pietanze all'apparenza più semplici e povere sanno sempre sorprendere il palato di ognuno.

La preparazione della cucina giapponese si basa largamente sulle tecniche di preparazione piuttosto che sulla trasformazione degli ingredienti, qualcosa che è ampiamente apprezzabile nelle tante pietanze basate su cibi crudi. L'abilità fondamentale di ogni cuoco consiste nella capacità di sapere tagliare e presentare le pietanze, non da ultimo, di saperle preparare e cuocere. Fra le tecniche di cottura più tipiche si ricordano la grigliatura, la cottura al vapore e la bollitura, la stufatura e la tipica e celebre frittura detta tempura, riservata a pesce e verdure.

Oltre che di riso e pesce, la cucina giapponese fa largo uso di altri alimenti. Ad esempio il daikon, cioè il rafano bianco. Oppure il tofu, una sorta di formaggio ricavato dalla soia. O alcune alghe marine chiamate nori. Nel complesso, gli ingredienti della cucina giapponese hanno pochi grassi e sono ricchi di sostanze benefiche: fosforo, proteine, vitamine A, B e C, lecitina e omega 3. La cucina giapponese è dunque salutare e offre tanti cibi con proprietà nutritive benefiche.

L'arte dei colori nella cucina giapponese


I giapponesi attribuiscono una grande importanza all’estetica del cibo. Gli alimenti sono divisi in cinque colori: rosso, verde, giallo, bianco e nero. Le ciotole devono avere lo stesso colore del loro contenuto. La forma è altrettanto importante. Il taglio del cibo è considerato una vera e propria arte, praticata con coltelli molto affilati, d’acciaio o di ceramica. E’ tipica del Giappone anche la Cerimonia del tè: un complesso rituale dalle regole precise, che rispecchiano gli ideali di spiritualità e distacco dal mondo, propri della filosofia Zen.

È dedicato molto tempo alla preparazione del cibo, perché deve essere bello da vedere, perciò sarà ricco di colori e di forme regolari, le fettine saranno tagliate tutte con le stesse dimensioni. Ogni pasto dovrebbe contenere cinque portate che siano preparate crude, al vapore, bollite, grigliate o fritte e contenere cinque sapori: amaro, salato, speziato, acido e dolce; e presentare cinque colori: rosso, giallo, verde, bianco e il nero. La cucina giapponese è raffinata e allo stesso tempo semplice. Gli ingredienti genuini e le cotture rapide e povere di grassi la rendono adatta anche ad un regime alimentare di tipo dietetico. Imparare l'arte della cucina nipponica e conseguire tutte queste nozioni anche grazie a corsi online di cucina giapponese può farvi crescere sia personalmente che spiritualmente... si ma adesso mi è venuta fame...arrivo mio caro ristorante giapponese!

fonte dell'articolo 
http://codicicolori.com/colori-e-magia-della-cucina-giapponese





I coordinati classici < old fashioned peach > e le tinte coordinate

venerdì 28 aprile 2017

I coordinati classici , vi presentiamo < old fashion peach >


Scopriamo i colori freddi , quali sono, il loro significato emotivo.



COLORI FREDDI
Scopriamo i colori freddi (distinti dai colori caldi), quali sono, il loro significato emotivo.

Verde, blu, violetto, indaco e tutte le loro sfumature. Sono questi quattro, per convenzione, i cosiddetti colori freddi, tonalità che solitamente stanno ad indicare contemplazione, riposo, calma ma anche rilassatezza e quella giusta dose di malinconia che in ogni uomo non manca mai. Propri per questo sono detti freddi, perché non suscitano al primo impatto emozioni forti ma piuttosto invitano a meditare.

Il potere del blu

In particolare il blu, soprattutto nelle sue tonalità più chiare, viene ritenuto un colore molto rilassante e che fa pensare a cose positive. Non è un caso che oltre ad essere la tinta solitamente associata ai neonati maschi più in generale sia anche una delle più scelte per dipingere le camerette dei bambini, perché infonde sicurezza e calma al tempo stesso.

Viene considerato il colore in decisa contrapposizione al rosso: da una parte la riflessione, la tranquillità, l’indicazione a riflettere a fondo prima di prendere una decisione, dall'altra con il rosso che è il colore della passione si esprime la voglia di agire, anche d’impulso e non sempre razionalmente. Diversi studi hanno dimostrato che il blu alle pareti di una stanza aiuta a ridurre lo stress e predispone ad un comportamento più razionale, meno emotivo.




Il riposo del verde

Anche il verde viene generalmente considerato come un colore che aiuta a distendere i nervi e a riposare gli occhi, oltre ad essere conosciuto in associazione alla speranza. È il colore per eccellenza della natura (oltre che del denaro) e come tale viene inserito anche in trattamenti di cure specifiche come possono essere quelle previste nella cromoterapia. Nelle sue sfumature più scure ispira fiducia, ma più in generale indica stabilità e ottime prospettive per il futuro.


Il potere di indaco e violetto

Meno utilizzati rispetto agli altri due, ma ugualmente significativi sono il violetto e l’indaco. Nel primo caso si tratta di un miscuglio tra il blu e il rosso, quindi da una parte riflessione e dall’altra impeto. In effetti il violetto è la sintesi degli altri due, perché esprime una meditazione profonda per liberare la mente da ogni pensiero e per ottenere una migliore visione interiore prima di passere all'azione. L’indaco invece è adatto a persone particolarmente tese, che preferiscono vivere nel loro mondo.

Il legno smaltato in stile " Country " semplice e con colori pastello . Scalia Forniture idee e colori



Se volete divertirvi nel restaurare vecchie porte o mobili che avete trovato li fermi in attesa di essere riutilizzati , lo smalto RELAX all'acqua dalla finitura satinata fa al caso vostro. Dopo aver rimosso parti di vernice o vecchi smalti ,procedete con l'applicazione del fondo ( primer ) di colore bianco o leggermente colorato di una tinta similare a quella scelta per la finitura . Ad essiccazione avvenuta ( 6/8 ore circa ) potete procedere con l'applicazione della prima mano di  finitura RELAX della tinta da voi scelta, trascorsi i tempi necessari potete successivamente applicare una seconda mano a finire.




COLORI LITURGICI E SIGNIFICATO. Scalia Forniture le curiosità



La religione cattolica e quelle che nei secoli sono derivate da essa hanno sempre dato un profondo significato anche all'abbigliamento con il quale si presentano gli officianti delle cerimonie.

Ecco perché si definiscono colori liturgici quelli dei vestiti che non sono scelti a caso, ma secondo precisi dettami che corrispondono alla varie occasioni in cui indossarli.

I colori liturgici nella Chiesa cattolica

Nella religione cattolica, i cui riti sono stati riformati definitivamente da Papa Paolo VI all’inizio degli anni ’70, il colore dominante per i paramenti sacri è il bianco che va assolutamente utilizzato nei nella celebrazione dei matrimoni, ma anche per i battesimi, nel periodo che va dal Natale al Battesimo del Signore, dalla Vigilia Pasquale fino alla Vigilia di Pentecoste, il Giovedì santo, nelle solennità della Santissima Trinità, in tutte le feste che celebrano il Signore ad eccezione della Passione, nelle feste dedicate alla Madonna e agli Angeli, dei Santi, nel giorno di Ognissanti (1° novembre) a San Giovanni (24 giugno), nella Festa della Cattedra di San Pietro e della Conversione di San Paolo, nella Natività di San Giovanni Battista.

Il verde si utilizza nelle domeniche e nei giorni festivi del Tempo ordinario, mentre il viola nelle domeniche e Ferie di Avvento e della Quaresima, nelle iturgie del Sabato santo (eccettuata la Veglia Pasquale), nel Sacramento della Riconciliazione e nell’Unzione degli infermi.

Molto usato anche il  rosso che accompagna la Domenica delle Palme, il Venerdì Santo, la Pentecoste, le Feste della Passione del Signore, il Sacramento della Confermazione e le Feste dei martiri, apostoli ed evangelisti.

I colori liturgici negli altri riti

In alcune chiese cattoliche si celebrano anche le messe con il Rito Ambrosiano, molto più antico. Qui il bianco accompagna il Tempo di Natale e il Tempo di Pasqua, le solennità e feste di Nostro Signore diverse da quelle della sua Passione, il Giovedì Santo, la Solennità della Santissima Trinità e le feste dedicate alla Vergine Maria, le Feste dei santi non martiri e dei Santi Angeli Custodi, la Festa di Ognissanti oltre che nei battesimi, matrimoni e Unzione degli infermi.

Il verde si utilizza nelle domeniche e Ferie del Tempo dopo l'Epifania e dopo la Dedicazione della Cattedrale fino all'Avvento, mentre il Morello, ossia una tonalità del viola, nelle Domeniche e Ferie di Avvento, nelle Domeniche e Ferie di Quaresima (fino al sabato in Traditione Symboli escluso), nelle messe votive per il perdono dei peccati e nel Sacramento della Riconciliazione

Il rito bizantino, utilizzato dalle chiese ortodosse e di Rito orientale bizantino, non utilizza strettamente colori liturgici. La tradizione greca impone il marrone o il viola borgogna nelle feste solenni mentre molti altri riti prevedono l'oro e il bianco.

Il nero si indossa nei giorni feriali durante la Grande Quaresima e durante la Settimana Santa (tranne il Giovedì santo) e il verde nelle Domeniche e Ferie del Tempo ordinario.

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Colorare e decorare il legno non è mai stato cosi facile . LIGNOTEX protegge e colora il legno



Un prodotto di facile applicazione e dalle molte colorazioni , questo è LIGNOTEX l'impregnante per legno che colora e protegge i vostri oggetti in legno o le vostre creazioni di arredo .

Disponibile nelle colorazioni tradizionali, naturali e pastello.

vi mostriamo alcune colorazioni realizzabili a tintometro e applicabili direttamente sulle superfici in legno sia esposte all'esterno che all'interno.






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I glitter esistono di diversi colori e di diversa grandezza , si possono aggiungere alle idropitture oppure essere applicati come mano di finitura sulla parete finita . 




giovedì 27 aprile 2017

AEROXY 100 l'Idropittura lavabile ipoallergenica per interni che rispetta la natura .



AEROXY 100

Idropittura lavabile ipoallergenica per interni

Ipoallergenica Inodore
Bassa presa di sporco
Eccezionale punto di bianco
Semplice da applicare


Pittura lavabile traspirante, per interno esente da aggiunta di composti organici volatili (VOC) di nuova concezione a base di resine in dispersione
acquosa a basso odore e in assenza di sostanze volatili aggiunte. Grazie all’impiego di materie prime eco compatibili, è particolarmente raccomandata in
tutti quegli ambienti dove soggiornano persone sensibili quali bambini, persone anziane, soggetti con problematiche di allergia. Di facile applicazione,
inodore, consente un riutilizzo a breve degli ambienti pitturati. Per interno, su qualsiasi tipo di intonaco, masonite, cartongesso, carta da parati,
opportunamente trattate e direttamente su vecchie pitture in buone condizioni. Resistente al lavaggio > 1000 cicli Gardner (UNI 10795 - UNI 10560).

Resa: 11-13 m²/L per mano, in funzione dall’assorbimento del supporto.
Sovrapplicazione: 30-40% con acqua potabile in prima mano
25-35% in seconda mano.
Attrezzi: Pennello, rullo.


RELAX lo smalto all'acqua dalla finitura satinata .




RELAX SATINATO ALL'ACQUA

Smalto all’acqua per interni ed esterni              


Ideale per ambienti pubblici
Ottima adesione
Inodore

Per interno ed esterno su legno, ferro, PVC, muro e cemento adeguatamente preparati. Buona copertura e rapida essiccazione, di facile applicazione con ottima dilatazione. Inodore, non ingiallente e resistente agli alcali.


realizzabile in diverse tinte grazie al sistema tintometrico             


MONT BLANC e stuccare diventa facile e divertente . Scalia Forniture




Come pitturare su superfici zincate. Scalia Forniture I consigli




Le superfici zincate necessitano prima di essere pitturate di una mano di primer o fondo specifico che grazie al suo potere di fare da ponte di collegamento vi assicura una perfetta presa e un'azione anticorrosiva della superficie.

Di seguito vi presentiamo uno dei migliori in commercio , un prodotto che da tempo protegge e decora le superfici zincate .
Il prodotto denominato ZINCOLOR svolge una duplice azione , una prima mano se si vuole applicare successivamente uno smalto a finire oppure due mani se si vuole lasciare la superficie con un'aspetto più moderno e satinato. Disponibile nelle tinte di bianco e nero e nelle 4 colorazioni tipiche dei serramenti , Bianco Perla Ral 1013   marrone Ral 8017  verde Ral 6005 e grigio scuro .






I COLORI CALDI. Scalia Forniture colori e curiosità



Scopriamo i colori caldi (distinti dai colori freddi), quali sono, il loro significato emotivo. Per convenzione internazionale i colori caldi sono il rosso, il giallo e l’arancione. Si tratta di tonalità che, sia da sole che composte (come il marrone, l’albicocca, il salmone o altro), producono pensieri tendenti alla passione e all'azione, alla forza e all'amore.

Il potere del rosso

Su tutti il colore caldo per eccellenza è certamente il rosso, la tonalità più stimolante. E’ quello che esprime sempre sensazioni positive  e soprattutto vitalità e non per niente viene indicato come il colore della passione ma più in generale dell’emozione. E’ un colore che si fa sempre notare ed è capace di provocare sempre una reazione emotiva. Bisogna quindi prestare attenzione a pittare di rosso le pareti della propria casa od ad arredare di mobilio rosso il proprio appartamento. Infatti il rosso è un colore che esalta l'emotività di ognuno di noi.

Inoltre è il colore della grinta e dello spirito d’iniziativa e diversi studi hanno dimostrato come se mostrato al pubblico ad esempio in un punto vendita, riesce ad essere più convincente di altri colori per spingere all’acquisto. Allo stesso tempo, essendo un colore che più degli altri stimola le endorfine, è associato anche a situazioni di pericolo (vedi i cartelli stradali). Ma va usato con moderazione perché alla lunga può stancare gli occhi.



Giallo vuol dire allegria

Se il blu è il colore del cielo tersi, il giallo è quello del sole e quindi prima di tutto significa pensieri positivi, quelli che solo una bella giornata può portare. Ha in sé molte delle proprietà che racchiude anche il rosso, ma è meno focoso e più razionale, esprimendo sensazioni positive e rassicuranti. È capace di creare energia e di dare felicità soprattutto nelle sue tonalità non troppo accese. In più è uno dei pochi colori che piace indifferentemente ai bambini che ai grandi.

Arancione, il giusto mix

Essendo il risultato della combinazione tra il rosso e il giallo, racchiude in sé tutto quello che di forte e di positivo è insito negli altri due colori caldi: da una parte quella sensazione di forza che dà il rosso, dall'altra quella serenità e allegria che dona il giallo. Anche l’arancione viene consigliato da molti esperti per attirare l’attenzione e donare serenità all’ambiente.






Chissà perché il rosso ha questo potere?



Il potere del rosso

Su tutti il colore caldo per eccellenza è certamente il rosso, la tonalità più stimolante. E’ quello che esprime sempre sensazioni positive  e soprattutto vitalità e non per niente viene indicato come il colore della passione ma più in generale dell’emozione. E’ un colore che si fa sempre notare ed è capace di provocare sempre una reazione emotiva. Bisogna quindi prestare attenzione a pittare di rosso le pareti della propria casa od ad arredare di mobilio rosso il proprio appartamento. Infatti il rosso è un colore che esalta l'emotività di ognuno di noi.

Inoltre è il colore della grinta e dello spirito d’iniziativa e diversi studi hanno dimostrato come se mostrato al pubblico ad esempio in un punto vendita, riesce ad essere più convincente di altri colori per spingere all'acquisto. Allo stesso tempo, essendo un colore che più degli altri stimola le endorfine, è associato anche a situazioni di pericolo (vedi i cartelli stradali). Ma va usato con moderazione perché alla lunga può stancare gli occhi.

mercoledì 26 aprile 2017

Le tonalità dell'acciaio temperato dalla finitura perlata . BIMETAL lo smalto antiruggine che protegge e decora. Scalia Forniture gli smalti antichizzati



BIMETAL SMALTO FERROMICACEO

Smalto anticorrosivo ad effetto antichizzato
Bimetal smalto ferromicaceo

Elevato potere Anticorrosivo
Eccellente copertura
Ottima protezione

Per interno ed esterno su ferro e lamiere zincate ossidate adeguatamente preparate. Consente di ottenere uno spessore doppio rispetto ai prodotti tradizionali. Pellicola a struttura lamellare impermeabile e resistente ai raggi UV. La natura tixotropica ostacola le colature.



Perché l’arcobaleno è colorato?

COLORI DELL'ARCOBALENO

 

Colori e fisica dell'arcobaleno
L’arcobaleno è un fenomeno ottico e meteorologico che, per la sua straordinaria bellezza e per la sua natura misteriosa, ha sempre affascinato l’uomo. Si tratta di un fenomeno naturale che produce un arco multicolore, senza transizioni nette fra un colore e l'altro, a causa della dispersione ottica e della rifrazione della luce solare contro le pareti delle gocce di acqua rimaste in sospensione dopo un temporale oppure nei pressi di una cascata o di una fontana. La luce viene rifratta nel momento in cui entra nella superficie della goccia, viene poi riflessa sul retro della goccia e nuovamente rifratta uscendo dalla stessa.
Esiste anche un arcobaleno notturno, noto ai più con il termine di Moonbow, visibile nelle notti ben illuminate dalla luce lunare. Per le ridotte capacità visive dell’uomo in condizioni di scarsa illuminazione, l’arcobaleno notturno viene percepito di colore bianco


L’arcobaleno non è qualcosa di concreto e tangibile che abbia esistenza effettiva in uno specifico punto nel cielo. Si tratta di un fenomeno puramente ottico la cui collocazione nel cielo dipende principalmente dalla posizione del sole e dal punto in cui si trova l'osservatore. L’arcobaleno si trova sempre nella parte opposta rispetto al sole ed il suo interno risulta sempre più luminoso rispetto all'esterno.
Dietro tale straordinario fenomeno esistono delle spiegazioni scientifiche, formulate inizialmente da Marcantonio De Dominis ed in seguito approfondite da Isaac Newton. Fotografare l'arco completo di un arcobaleno è piuttosto complicato, dal momento che tale operazione richiederebbe un angolo visivo di 84°.

Perché l’arcobaleno è colorato?


L’arcobaleno è colorato in quanto la luce solare, attraversando le gocce di acqua in sospensione nell'aria, si scompone in diversi colori come dimostrato da Isaac Newton con l’aiuto di un prisma di vetro. Newton ha individuato sette colori.

Quanti e quali sono i colori che compongono l’arcobaleno?

Secondo gli studi successivi a quelli effettuati da Isaac Newton, gli studiosi hanno convenuto che i colori dell’arcobaleno non sono sette, bensì sei. Newton aveva considerato un colore in più, intravedendo l’indaco tra il blu ed il violetto. I sei colori che compongono l’arcobaleno sono: rosso, arancione, giallo, verde, blu e violetto, in questo ordine.




Doppio arcobaleno





Foto arcobaleno


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